Per l'Ocse l'Italia è tra i paesi più in crescita
Tutti i segnali della ripresa economica
Il superindice dell'area Ocse registra un nuovo rialzo a settembre e l'Italia, con Francia, Gran Bretagna e Cina, s'insedia saldamente nel gruppo di testa e "punta con forza verso la crescita". Il dato dell'Ocse viene ripreso anche dal premier Silvio Berlusconi, che segnala: "C'è un diffuso ottimismo, ci sono forti segnali di ripresa. C'è effettivamente una sensazione, anzi segnali concreti di una ripresa con il peggio della crisi alle spalle". Leggi tutta la notizia - Leggi Di chi sono le vere responsabilità della crisi di Paolo Savona - Leggi Che cosa succede dove la ripresa è già iniziata - Leggi tutti gli articoli di economia

Le Banche centrali non credono sia giunto ancora il momento per passare dalla politica monetaria permissiva alla cosiddetta exit strategy, consistente nell’aumento del tasso di interesse, nella cessazione delle misure di finanziamento a medio termine e di alimentazione diretta di credito dell’economia tramite la partecipazione al mercato obbligazionario e, talora, anche nell’acquisto di titoli pubblici. Due giorni fa la Federal Reserve ha confermato i tassi tra lo zero e lo 0,25 per cento, annunciando che li manterrà invariati “per un periodo prolungato”. Secondo Ben Bernanke la ripresa c’è ma preoccupa ancora la debolezza della spesa dei consumatori. Ieri anche la Banca d’Inghilterra ha lasciato invariato il suo tasso a 0,50 per cento e ha ampliato di 25 miliardi di sterline il programma d’acquisto di titoli finanziari contro nuova moneta. La linea adottata dalla Banca centrale europea, comunicata dopo la riunione di ieri, differisce poco da quella degli altri due istituti centrali. Essa infatti ha mantenuto invariato il suo tasso di interesse e ha mosso un primo passo per abbandonare le misure di finanziamento a medio termine, dichiarando che esse non saranno rinnovate l’anno prossimo.
A parere del presidente della Bce, Jean-Claude Trichet – che tra l’altro ha affermato che “i tagli delle tasse dovrebbero essere considerati solo nel medio termine” – “l’economia della zona euro si riprenderà nel 2010 a un ritmo graduale”. Quanto all’economia mondiale, ha aggiunto che questa potrebbe essere aiutata da uno stabile apprezzamento della valuta cinese. Da un lato ciò è vero, perché il collegamento dello yuan con il dollaro non ha alcuna giustificazione adesso che questo si deprezza verso l’euro per effetto dell’espansione monetaria della Fed e del deficit di bilancio del governo. Ma è anche vero che il surplus di bilancia commerciale cinese si sta riducendo gradualmente e va verso la soglia del 5 per cento del pil, dal picco del 12 per cento degli anni passati. Ciò deriva dall’espansione della domanda interna che genera maggiori importazioni. Buone notizie, perché lo sviluppo mondiale passa inevitabilmente per l’aumento del volume degli scambi internazionali.
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